
Giovanni Battista era o non era Elia? Gesù più volte afferma di sì. L’interessato però è di altro parere: chiesero a Giovanni: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse (Gv 1,21). Tutta colpa del profeta Malachìa, nel cui libro leggiamo: Ecco, io vi manderò Elia, il profeta, prima che venga il giorno grande e spaventevole dell’Eterno (4,5). Elia era dunque atteso. Non dimentichiamo però che Elia non morì ma fu assunto al cielo in un turbine di fuoco sotto gli occhi del suo fedele discepolo Eliseo (2Re 2,11). Dunque il suo ritorno non può essere certo una reincarnazione, ma semmai una sorta di discesa dal cielo. In ogni caso resta da capire se Giovanni era o non era Elia, perché lui e Gesù affermano il contrario. Forse però la lettura dei vangeli ha da essere meno meccanica e più ampia. “Un” Elia era atteso come annunciatore del giorno dell’Eterno. Giovanni Battista nega di essere fisicamente Elia ritornato in terra. Gesù però lo indica come quell’Elia che deve venire, come il precursore del giorno dell’Eterno. Certo, se volete comprendere chi è questo Eterno. Se cioè avete orecchi per intendere che sì, Giovanni ha il ruolo di quell’Elia poiché Gesù è quell’Eterno. Ecco, io vi manderò Elia, il profeta, prima che venga il giorno dell’Eterno.
Mt 11,11-15 Gesù disse alle folle:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire.
Chi ha orecchi, ascolti!».
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