Giovanni

Dicono che fosse il più giovane del gruppo dei Dodici. Forse cominciò a seguire il Maestro poco più che adolescente. Gesù soprannominò lui e il fratello Giacomo Boanèrghes, figli del tuono. Del resto, per lasciare la barca e le reti e seguire Gesù in giovane età, un po’ di impulsività è necessaria. Pare che, tra i Dodici, lui solo non morì ucciso ma di vecchiaia, in esilio sull’isola di Patmos. Forse fu una pena ben più severa della morte per uno come lui, il discepolo che Gesù amava. Per chi ama c’è forse condanna più dolorosa del silenzioso martirio della distanza? Sulla sua esperienza ed interiore conoscenza di Gesù nacque il Vangelo secondo Giovanni. Si alternano pagine in cui si sente forte la testimonianza diretta di chi racconta, a pagine di tale profondità da sembrare scritte non da Giovanni ma da Gesù stesso. E non a caso noi, dopo averle lette, concludiamo dicendo “Parola del Signore”.

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San Giovanni Apostolo ed Evangelista Gv 20 Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.