Cresceva

Anna, di ottantaquattro anni, parlava di Gesù bambino ma non a tutti. Solo a quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Aspettavano la libertà fisica e morale. Erano oppressi, occupati da Roma, e lo attribuivano anche ai propri peccati. Desideravano la redenzione. Oggi è nato per voi un salvatore, avevano detto gli angeli ai pastori nella notte di Natale, aggiungendo: troverete un bambino. La redenzione viene da un bambino. Da quel bambino che Anna e Simeone avevano indicato e preso in braccio. Da quel bambino che cresceva e si fortificava. Ci voleva dunque tempo perché divenisse un redentore. Dobbiamo dare tempo a Dio. È lui che ci fa crescere. Non possiamo farci crescere da soli. La vita, le giornate che riceviamo da Dio, ci fanno crescere. Giorno per giorno, attimo per attimo, fino a dare frutto.

Lc 2 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.