
Convertitevi e credete nel Vangelo. Sono le prime parole di Gesù e sanno tanto di predica severa. Proviamo a tradurle alla lettera: “invertite direzione e credete nel dolce messaggio”. Quando qualcosa è bello, diciamo che è troppo bello per poter essere vero. “Incredibile!”, esclamiamo per abitudine quando vogliamo trasmettere stupore. Le cose belle sono in-credibili. Le notizie cattive invece sono subito credute, perché il male ci ferisce a tal punto che lo temiamo e, temendolo, lo notiamo ovunque. Non c’è bisogno di fede per credere che il male dilaga. Gesù ha portato un messaggio dolce, una bella notizia. Per questo ha fatto fatica a diffonderla. Persino quando guariva i malati, alcuni dicevano che lo faceva con l’aiuto del demonio. Sono il male, la paura, il giudizio, ciò che diamo per certo. L’amore, la gratuità, la serenità, la sincerità, vanno sempre verificate e si dubita che durino a lungo. Crediamoci, crediamoci al messaggio di Gesù. Ciò che il Padre gli disse al Giordano, Gesù lo ripete a ciascuno di noi: sei suo figlio diletto, sei sua figlia amata! Tu sei mio figlio, tu sei mia figlia. Lo credi?
Mc 1,14-20 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.