
È naturale dare per avere. Tutto è uno scambio. Anche con Dio si fa così, in ogni religione. Offerte, sacrifici, voti, rinunce, digiuni, cosa sono se non un dare, un privarsi, per ottenere una grazia oggi e il paradiso domani? «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?», chiesero a Gesù. Semplicemente perché Gesù non era venuto a fondare una nuova religione, fatta anch’essa però di vecchi digiuni e ritualità. Nessuno cuce un pezzo di stoffa nuova su un vestito vecchio, amava dire. Semmai Gesù provocò l’implosione della propria religione (ebraica) le cui mura di cinta cedettero sotto la pressione della fede pura. La religiosità si ridusse al minimo necessario, alla funzione di contenitore, di veicolo materiale della fede in Dio Padre d’amore. Nulla più che un otre, non più importante del vino che contiene. L’attaccamento rigido a questa o quella ritualità liturgica o divieto alimentare, modalità di macellazione, obbligo di abito o velo o simili non è sbagliato se si tratta di religione purché non sia quella cristiana. Chi segue Gesù segue anzitutto il suo stile di vita, che è quello delle opere di misericordia. Avevo fame e mi avete dato da mangiare, sete e mi avete dato da bere. Certo si tratta di digiunare, ma nel senso di togliersi il cibo dal piatto e il vino dal bicchiere, per darne a chi non ne ha.
Mc 2,18-22 I discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».