La legge

«Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Continua il discorso di ieri, continua lo scandalo di questo maestro che sembra insegni ad infrangere le regole. Le regole, il bisogno di essere in regola, di sentirsi regolari. Nessuno sfugge a questo bisogno, persino chi afferma di avere come regola il non averne affatto. Ogni generazione ha i suoi tabù, le sue norme, i suoi valori assoluti. Gesù non disprezzava le regole, insegnava però a capirne il senso profondo, lo scopo che si prefiggevano. Ogni regola infatti è fatta dall’uomo per l’uomo e solo conoscendone il fine la si utilizza bene. Viceversa può mutarsi in una trappola che impedisce ogni cambiamento ed evoluzione. Gesù fa notare che re David, conoscendo la Legge, poté fare eccezione in un caso d’emergenza. La legge è fatta per l’uomo, non l’uomo per la legge.

Mc 2,23-28 di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».