Tendi la mano

È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male? Tutti questi distinguo… Il sabato no perché è sacro. Il lunedì c’è traffico, il venerdì è weekend. E poi tutto è aumentato, c’è crisi, c’è guerra, ed è pieno di falsi poveri. Dare i contanti non è fine, copiare l’iban è complicato… Insomma: la mano è sempre paralizzata quando deve dare. Il cuore si indurisce e si abitua a non aiutare. “È giusto dare, ci mancherebbe, ma tutti abbiamo bisogno”, scriveva un’alunna. “I poveri sono poveri perché non sanno investire i soldi. Li usano male e rimangono nella miseria che in fondo è il mondo che si sono scelti”, scriveva ancora in un italiano sgrammaticato (ma ahimè chiarissimo) un alunno nordafricano. Fortuna che molti discepoli del vangelo non la pensano così. Tendono la mano, senza farsi troppe domande, in aiuto a chi tende la mano per chiedere.

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Mc 3,1-6 Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.