Come ciottoli

É così per tutti, non lo fu solo per Paolo di Tarso. A volte per vedere bisogna diventare ciechi e per camminare serve cadere. Certo, sarebbe meglio vederci bene e prendere subito la strada giusta. Nessuno sta augurando cadute e fallimenti. Lungi da noi esaltare la sofferenza. Gesù mai lo fece. È che l’essere umano è balordo, e riesce a guardarsi in cuore solo quando è spezzato. Fallimenti, difficoltà, retrocessioni e tutto ciò che “non avrebbe dovuto andare così”, ci obbligano spesso a dei cambi di passo o d’opinione che col tempo si rivelano davvero determinanti. Quando si accarezza un liscio e rotondo ciottolo di fiume, ci si dimentica di quanto era spigoloso e non si pensa che gran parte del lavoro lo fecero le cadute.

Conversione di San Paolo Atti 9 avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco.

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