Dal cielo alla terra

Aveva la capacità di focalizzare a tal punto la sua parola da renderla immediatamente un fatto, proprio come fa Dio. Talità kum, fanciulla io ti dico: àlzati! E subito si alzò. Era talmente unito a Dio da esserne un canale diretto. La sua personalità, i suoi desideri, il suo carattere, erano assolutamente lasciati a Dio. Era quindi sgombro da tutto ciò che avrebbe potuto frenare lo scorrere della luce divina. Non c’era alcuna resistenza in lui: Luce da luce, Dio vero da Dio vero. Ciò a tal punto che gli accadevano cose di cui lui stesso si stupiva. Era come se non avesse più nemmeno il controllo del bene che faceva. Non solo infatti la sua volontà, espressa a parole, risuscitava all’istante i morti. Ma gli capitava di sanare i malati senza nemmeno comandarlo. Erano loro, i malati, a volerlo, a crederlo possibile, a credere che “in lui non agiva lui”, ma Dio direttamente. Gesù avvertiva un’energia passare dal Cielo alla terra attraverso il suo corpo. Chi mi ha toccato? Ho sentito una forza uscire da me (Lc 8). Era il Padre buonissimo che guariva tutti attraverso di lui.

Mc 5,21-43 Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.