
Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano. Già… C’è un dialogo che non può avvenire a voce. Ci sono parole che non possono essere scritte perché nessuno avrebbe intenzione di leggerle. Sono le parole che vorremmo rivolgere a chi ci è nemico, a chi ci fa del male o è semplicemente arrabbiato con noi. Queste parole hanno un solo canale per raggiungere il loro destinatario: la preghiera. Tu quando preghi entra nella tua camera, scendi nel profondo del tuo cuore, dove abita Dio. E dove c’è Dio c’è tutto, ci sono tutti. Allora è lì che puoi incontrare chi ti è nemico e parlargli con l’assoluta certezza d’esser capito perché gli stai parlando in Dio. Stai parlando a Dio-in-lui. Altro che guerra giusta, altro che invio legittimo di armi, altro che mezzo milione di morti e centinaia di miliardi di dollari in missili. Due anni fa, come oggi, iniziava la guerra Russia – Ucraina. Due paesi cristiani, fratelli di Battesimo, ma l’unica parola è stata “guerra”. Come se Gesù non avesse mai parlato.
Mt 5,43-48 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».