
Non ce la facciamo, e lui lascia che sia. Verrà il momento in cui matureremo e ci vedremo meglio. Ognuno ha la sua graduale crescita, e lui aspetta. A tirar l’erba, non cresce. Dunque Dio fa un passo indietro e consente che noi ci cerchiamo maestri di vita. Consente pure che ne facciamo un assoluto, che ne idealizziamo la persona, arrivando a confondere le loro parole con quelle di Dio. Lui lascia fare. Arriverà il momento in cui il maestro perfetto mostrerà la sua imperfezione umana, il momento in cui forse ci deluderà anche con le sue fragilità. Non importa. Sarà un passo di crescita per noi. Sarà l’occasione di stare in piedi da soli, sarà l’occasione di scoprire che uno solo è il maestro, uno solo il padre, una sola la guida. Gli altri sono tutti fratelli carissimi.
Mt 23,1-12 Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».