
Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Lo sapete, ma non lo ricordate. Lo sapete, ma non intervenite. Se sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane. E questa madre spacca le pietre per dare il pane ai suoi figli. Saremmo tentati di chiedere una magìa che trasformasse pietre in pane, rialzando questa donna prostrata per i figli alla dignità che le spetta. Non chiederemo una facile magìa, ma un difficile miracolo. Quello di darci la forza di digiunare, rinunciare a qualcosa, per dare a chi non ha. Per dare a chi, per avere, deve faticare cento, mille volte più di noi. Perché il mondo è fatto così ed è fatto male. E i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. E per un solo passo, i poveri impiegano una vita intera. Il Figlio dell’uomo, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. E noi per chi spacchiamo pietre e cuori induriti? Chi riscattiamo con la nostra fatica?
La foto mi è stata inviata qualche giorno fa da uno studente di Timor Est. “Questa è mia mamma”, mi ha scritto.
Mt 20,17-28 mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».