Maturazione

Non sono venuto ad abolire la legge o i profeti, precisa Gesù. Perché Matteo si sentì in dovere di riportare queste parole di Gesù? Forse perché qualcuno iniziava già a dimenticare le origini giudaiche di Gesù e del suo vangelo. Più che il Messia di Israele e di tutte le genti, Gesù sarebbe stato così ridotto a fondatore di una nuova religione. Può anche essere che tali parole abbiano tutt’altro indirizzo. Cioè che non servano solo ad ammonire gli sradicati che seguono Gesù senza sapere di dove venga, ma che siano una rassicurazione per chi è preoccupato del contrario. Il messaggio di Gesù è infatti molto forte, spinge in avanti la religione ebraica a tal punto da far pensare che la rigetti. Abolizione totale di ogni divieto alimentare, di ogni divieto di commistione razziale, di ogni casta sacerdotale, per non parlare della confidenziale unione uomo-Dio che abolisce ogni separazione tra creatore e creature. Tutto ciò è frutto di una maturazione della Legge e dei Profeti o, viceversa, ne è il rinnegamento? Non sono venuto ad abolire ma a dare compimento. Non scandalizzatevi dunque, non sentitevi persi. Qui non si butta via nulla della Bibbia anzi, se ne dà lettura tanto profonda da sembrare nuova. Quelli che vengono spesso chiamati riformatori o traditori (da Gesù a Papa Francesco), altro non sono che interpreti profondi del messaggio ricevuto dai secoli precedenti.

Mt 5,17-19   Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».