Adesso e domani

Un segno completamente diverso da quello di ieri (vedi sotto) che era fatto di fango, acqua, mani e occhi. Qui il segno è di parola e orologio. Va’, tuo figlio vive. E il padre, il giorno dopo, riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: Tuo figlio vive. Che meraviglia! Quell’uomo aveva creduto alla parola e si era messo in cammino, evidentemente guardando l’orario di partenza. Sono quelle che alcuni chiamano “coincidenze non casuali”. Questa bellissima pagina di Giovanni fa eco ad un versetto di Marco (11,24) in cui Gesù dice: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Sì, perché in Dio non c’è un tempo che passa tra parola e azione. A noi occorre tempo per constatarlo. Quanto a crederlo, possiamo farlo subito.

SeGv 4     Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.