Anzitutto

Inizia la serie delle testimonianze più belle dei vangeli, quelle degli incontri con Gesù risorto. Le più belle ma anche le più difficili. È così forte la notizia che tendiamo a non darle peso, a inserirla tra i racconti a lieto fine che non hanno però fondamento reale. Eppure queste sono le prime pagine del vangelo, che andrebbe letto all’indietro partendo da qui, dal grido gioioso È risorto! Tutto il resto è scritto dopo e trova senso solo qui, in queste parole. È risorto! Tutto comincia così. Poi verranno i tempi per capire chi è il risorto. Verranno i tempi del martirio nell’arena e nel vuoto dell’indifferenza del mondo. Ma tutto inizia col prendere per vera la notizia della Pasqua. Oppure è solo leggenda. È solo un’altra religione.

Mt 28,8-15   abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.