
Li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. Non che fosse facile crederci ma insomma, dopo anni di vita insieme, un po’ di fiducia reciproca in più avrebbero potuto mostrarla. Poi viene il turno di quelli come noi. Di quelli che non hanno ricevuto la testimonianza diretta io ho visto il Signore ma quella indiretta: “hanno detto che hanno saputo che hanno visto Gesù risorto”. Una catena di persone attendibili che hanno trasmesso nei secoli e nei millenni la bella notizia, che in greco si dice vangelo. Ecco il punto: la credibilità del testimone. Se il testimone è non credibile, si interrompe la trasmissione della notizia. Un semplice giardiniere vide dei giovani seminaristi che si stavano provando la nuova veste talare. Si avvicinò per far loro gli auguri per l’imminente vestizione: “Ricordatevi sempre ragazzi: oltre che credenti, siate credibili”. Ed è credibile solo chi ama.
Mc 16,9-15 Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».