
Come siamo ormai lontani da queste parole. Ascoltare lo Spirito, ascoltare il soffio dello Spirito che parla alla nostra coscienza. E noi, anziché esporci al Vento, ci siamo messi al riparo. L’insegnamento di Gesù è tutto volto a formare la coscienza, a renderci consapevoli che Dio è in noi e noi in lui. E noi abbiamo fatto del suo insegnamento una religione chiusa con mura alte e balaustre e vesti e cerimonie che ci riparano dai cambiamenti e che ci mettono a posto la coscienza anziché inquietarla. Inquieta le nostre coscienze, Spirito! Scendi e cambia la nostra vita. Tu che soffi dove vuoi, spostaci là dove c’è bisogno della nostra presenza, dove il Verbo vuole di nuovo e sempre diventare carne, diventare umanità.
Gv 3,7-15 Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».