Tutto

Leggiamo e rileggiamo queste parole che Gesù rivolge alla folla di cui facciamo parte. Rileggiamo e setacciamo, rileggiamo e tratteniamo ciò che oggi riusciamo a vedere. Il resto lo lasciamo, non tutto possiamo capire. Il Padre vuole che io non perda nulla di quanto mi ha dato ma lo risusciti nell’ultimo giorno. Lo ripetiamo: che io non perda nulla. Questa vita in terra ci pare scivolare via veloce e non lasciarci trattenere nulla e nessuno. Tutto e tutti se ne vanno, inghiottiti nell’abisso del tempo. Quand’ero bambino andavo in riva al lago e, stringendo un sassolino in mano, gli dicevo “addio, non ti rivedrò mai più”. Poi con tutte le mie forze lo lanciavo lontano, dove sarebbe scomparso per sempre. Eppure anche quel sassolino risorgerà dal buio, riemergerà dal nulla. Nulla andrà mai perduto e tutto sarà risuscitato. E lo sarà nell’ultimo giorno, proprio quando diremo che è finita. L’ultimo giorno sarà il primo. Come Pasqua, che avvenne il primo giorno dopo il sabato. Dopo l’ultimo.

Gv 6, 35-40      disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».