Costantemente

Per tutti Gesù era il figlio del carpenterie e dunque non si spiegavano la sua sapienza e i suoi prodigi. Come se Giuseppe non avesse da insegnare altro che carpenteria. E se invece fosse proprio lui la fonte della saggezza di Gesù e della sua fede? Noi che dai vangeli conosciamo più l’animo di Giuseppe che la sua professionalità, siamo avvantaggiati. Possiamo infatti intuire chiaramente che uno dei primi maestri di vita e di fede di Gesù fu proprio lui. Non dimentichiamo che se Maria non fu lapidata e Gesù non fu di conseguenza “abortito” nel suo grembo, fu proprio grazie alla libertà di Giuseppe che non volle denunciarla come richiesto dalla legge. Egli seppe ascoltare l’angelo della propria coscienza che lo spingeva a non temere e a credere all’amore innocente di Maria. Noi vediamo la gente che fa questo o quel mestiere e la identifichiamo con esso. Ma dentro al muratore, al falegname, alla maestra, al dottore e alla commessa, c’è un lavoro continuo d’altro genere e ben più forte. È il lavoro che Dio compie costantemente per portare quell’anima a piena maturazione.

San Giuseppe lavoratore   Mt 13,54-58   Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.