Distacco

L’odio si manifesta in molti modi. In varie parti del mondo i cristiani sono odiati in modo diretto, con violenza fisica, psicologica, trattati come cittadini di seconda classe. Nella piccola parte di mondo in cui viviamo, la parte che di fatto comanda e decide le sorti di tutti, questo odio di cui parla Gesù parrebbe non esserci. Potremmo dire di non essere liberi di manifestare la nostra fede? Eppure i cristiani, quelli veri intendo, non possono non dare fastidio perché il mondo tende ad amare ciò che viene da lui e non ciò che va controcorrente come Gesù di Nazareth. E se da noi è regola assoluta lasciarsi tutti liberi di pensare e fare qualsiasi cosa, l’odio si manifesterà in altra maniera. L’odio assumerà l’abito della indifferenza. Il cristiano si sente odiato perché si sente ignorato, inascoltato, non visto. Dal Papa al padre di famiglia, siamo liberi di parlare e credere, ma avremo la sensazione che a nessuno importi di ciò che diciamo e facciamo. Questa amara sensazione non deve gettarci nella tristezza. È conseguenza diretta del nostro legame con Gesù. Siamo diversi. Non siamo uniformati alla massa. Il vangelo ci distacca nei pensieri e nelle azioni da coloro che ancora non conoscono Gesù e chi l’ha mandato.

Gv 15,18-21   disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».