
Se non me ne vado non verrà a voi il Paraclito. Cosa sarebbe successo se Gesù risorto fosse rimasto per sempre coi suoi? Cosa significa che non sarebbe venuto lo Spirito? Forse significa che la relazione di Gesù coi suoi (e con noi) non sarebbe scesa nella parte più profonda dell’anima, dove Dio abita e dove siamo tutti uno-con-Lui. Sarebbe rimasta ibrida, alternata, ora spirituale ora psicologica. A volte la vita ci tiene un po’ distanti da chi amiamo. Il lavoro, lo studio, le vicende quotidiane, ci obbligano a non stare insieme. Vorremmo azzerare impegni e chilometri. Ci sono poi separazioni più lunghe, le emigrazioni, le malattie, la morte. Ma anche vivessimo sempre gli uni accanto agli altri, la comprensione reciproca non sarebbe mai totale. Resta sempre uno spazio. Ma è meglio per noi. Se si vuole volare insieme, bisogna lasciarsi spazio. È lo spazio del respiro, che si dice pneuma. Ovvero Spirito.
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Gv 16,5-11 disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».