
Voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. Gesù spesso parla della nostra gioia. La desidera fortemente. È bello sapere che ci vuole felici. Si tratta di una gioia differente da quella che ci possiamo procurare da soli o con l’aiuto di altri. La gioia divina è infatti senza causa e confonde chi guarda dal di fuori: come può essere felice chi vive così? Come si può trovare la felicità servendo i più poveri, i più difficili e i meno attraenti? Eppure è così. È una gioia diversa, con tempi diversi. Soffri mentre tutti godono. Gioisci dove tutti rifuggono. Perché il tuo cuore è connesso con quello del Padre e vedi tutto a modo suo. E danzi sotto la pioggia tra le baracche del mondo, con Dio tra le braccia come un bimbo.
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Gv 16,16-20 disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia»