
Il regno di Dio è quella dimensione che va oltre la materia e oltre la psiche. È pura energia divina all’opera in ogni atomo e nella quale ogni atomo è immerso. La capacità di percepire questa dimensione, cioè entrare nel regno di Dio, è di pochi e anche questi pochi ci entrano per alcuni istanti soltanto. Solo Gesù riusciva ad essere costantemente nel regno di Dio. Più la vita dipende dalla materia, più è difficile percepire l’immateriale. Ecco perché chi possiede molti beni, molte cose, molto potere, molta bellezza, molto futuro, difficilmente entra in questo modo di vivere la vita. Vendi e dai ai poveri, dice Gesù al ricco. Quelli che non hanno nulla diventano così la salvezza di chi possiede molti beni. Ma noi non lo capiamo, non ci crediamo e abbiamo paura a mollare la presa. Con gesto eroico doniamo un paio di scarpe buche o lasciamo qualche moneta nel cestino in chiesa. E va bene, è pur sempre un inizio. Poi, vecchi e stufi, lasceremo qui anche il nostro vecchio corpo ed entreremo nel regno di Dio per la prima volta, senza averlo mai sperimentato in terra. Ci vorranno forse dei tempi supplementari per “purgare” la materialità dell’animo impreparato. E loro, i poveri, saranno lì ad aiutarci, a darci nuove occasioni di recuperare gesti d’amore. Sì, saranno già lì, perché loro muoiono giovani ed entrano prima nel regno di Dio.
Ieri se n’è andata Natalia, di 19 anni, dopo alcuni mesi di malattia. Il giorno prima ero presente quando aveva chiamato da Timor Est la sorella maggiore che studia in Italia. “Dai dai mandami qualche soldo”, le aveva detto ridendo. “Cosa vuoi comprarti?”, le aveva chiesto la sorella. “Da mangiare”. E la studentessa si era presentata da me con una borsa: “Magari puoi aiutarmi a rivendere questi miei vestiti”, e intanto inviava qualche dollaro che Natalia, nel frattempo, ha lasciato quaggiù.

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Mc 10, 17-27 mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».