Beati voi

Vedendo le folle, disse… Pronunciò quelle che noi chiamiamo le beatitudini anche se forse non ne siamo convinti. Normalmente infatti si chiamano disgrazie, perché questo è il loro vero nome. Povertà, pianto, fame, sete, ingiustizie, persecuzioni… Non occorre nemmeno provarle sulla pelle per capire che vanno evitate. Chi vive a stretto contatto con forme di povertà estrema, ne resta coinvolto e turbato. Vedere da vicino la miseria, la morte dei bambini, la violenza, provoca angoscia e pianto, non beatitudine. Un mio amico mi diceva un giorno di questo giovane ricchissimo e depresso, ormai incapace di uscire dal suo palazzo, di scendere dal suo giardino pensile. Attorniato da maggiordomi e cibi da favola di cui ormai non sentiva nemmeno il gusto, passava le giornate dormendo. Il mio amico si sentiva impotente, non sapendo proprio come aiutarlo. Forse sono meglio i miei poveri, gli dissi. Certo, rispose, molto meglio i tuoi poveri. Soffrono e tu soffri molto per loro, lo vedo, ma almeno c’è un motivo. E una speranza. Beati voi.

Mt 5,1-12 Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».