
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Ecco il nostro motto. E vale anche per ciò che ci siamo guadagnati non gratuitamente ma con il sudore della fronte. Sì, perché c’è sempre della gratuità anche nel salario. C’è infatti chi, a parità di ore, prende molto molto meno. Vi è poi chi, lavorando più ore di noi, prende meno di noi. La gratuità di cui beneficiamo è quella fortuna, quel caso, quel non so che per cui siamo nati qui e non altrove. Gratuitamente non abbiamo ricevuto soldi, ma diritti. Diritti così consolidati e ovvi, da farci credere che la vita sia sempre stata così e che sia così ovunque. E invece in gran parte del mondo molti nemmeno godono del diritto al nutrimento. Facciamoci noi garanti, portatori della giustizia di Dio: Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
San Barnaba Mt 10,7-13 disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».