
Dorma o vegli, il seme germoglia e cresce. Come egli stesso non lo sa. Eppure noi siamo immersi nel mondo del come. Dobbiamo sempre spiegare come avvengono le cose, come ci sentiamo, come siamo arrivati a determinate decisioni, addirittura quando moriamo ciò che importa è sapere come è avvenuto il decesso. Come egli stesso non lo sa, quello che sa è che germoglia da sé ed è questa la cosa che stupisce. Il seme germoglia da sé. L’azione di Dio si compie da sé e noi non sappiamo come. Cosa allora ci resta da fare? Cos’è questo seminare di cui parla Gesù? Nessuno getterebbe per terra qualcosa di prezioso, eppure seminare non è questo? Gettare per terra ciò che potrebbe essere macinato e diventare farina. Gettare per terra il cibo sperando di ricavarne di più. Come non si sa, ma quello che si sa è che così sarà. Cos’è questa se non fede? Credere che ciò che abbiamo chiesto a Dio nella profonda preghiera accadrà e non dovremo curarci del come e nemmeno del quando. Può essere che accada mentre dormiamo, può essere che accada mentre siamo svegli e indaffarati, ma quello che è certo è che avverrà. Il nostro sforzo dunque è quello di rimanere focalizzati sulla presenza amorevole del Padre buono che ci avvolge con la luce del suo Spirito, così che ogni cosa che chiediamo nel nome di Gesù è essa stessa già pensata e suggerita dalla Trinità. Tutto ciò che domandiamo nella preghiera credendo di averlo già ottenuto accadrà. Come non lo sappiamo né ci deve importare. Quel che è certo è che accadrà.
Mc 4,26-34 Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.