
Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Tutte cose certamente vere e, proprio perché vere, sarebbe meglio tacere. Il problema infatti è avere compiuto profezie, prodigi o esorcismi nel nome di Gesù senza essere come lui. La storia ci insegna quante guerre, condanne al rogo e torture sono state compiute nel nome di Gesù. L’attualità poi ci ammonisce: nel nome di Gesù o sfruttando il suo nome, si possono compiere violenze sessuali, pressioni psicologiche e abusi di potere che nulla hanno a che vedere con la volontà del Padre che è nei cieli. Non basta dunque citare Gesù, portare una croce al collo o cantar messa in perfetto latino. Non basta. Occorre essere saldamente fondati su una relazione personale e reale con il Padre, il Figlio Gesù e lo Spirito. Diversamente si rischia l’illusione d’esser giusti.
Mt 7,21-29 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.