Prodigi

Se sei figlio di Dio, trasforma le pietre in pane e buttati incolume dal tempio, l’aveva tentato satana. Scendi dalla croce e ti crederemo, gli diranno nella sua agonia. Insomma: se ci stupisci ti crediamo. Leggendo questa pagina pare che Gesù abbia ceduto a queste tentazioni. Infatti si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite. Le rimproverò perché, nonostante gli effetti speciali, non si erano lasciate incantare. È questo il senso? Se non lo è, cosa intendeva Gesù con conversione? Sappiamo che significa cambiare modo di vedere, capovolgere la gerarchia dei valori, invertire direzione. Ma resta la domanda: convertirsi a chi, a cosa? Faceva miracoli per attrarre a sé o forse piuttosto per dimostrare la vicinanza del Padre? Non si erano convertiti a confidare nell’amore di Dio. Ecco lo scopo degli interventi prodigiosi di Gesù: dimostrare che Dio c’è e agisce. Ma io non sono mai stato miracolato, diranno in molti. Ne siamo certi?

Mt 11,20-24  Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».