
I due santi sposi che ricordiamo oggi furono i nonni materni di Gesù. Così dice il Protovangelo di Giacomo, antico testo cristiano che, unendo verità a qualche fantasia, fu definito apocrifo insieme a molti altri. Ormai però la convinzione che i genitori di Maria si chiamassero Gioacchino ed Anna si era diffusa. In ogni caso, quale che fosse il loro nome, dei genitori quella ragazza doveva pur averli. Chissà se fu mamma Anna a raccogliere le prime confidenze di Maria dopo l’incontro con l’angelo Gabriele. Del resto magari era nella stanza accanto quando, a Nazaret, l’incarnazione del figlio di Dio ebbe inizio. E il seme della Parola si fece carne e crebbe in Maria nel cui cuore Gioacchino ed Anna avevano seminato molto bene.
Santi Gioacchino e Anna Mt 13 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Con gioia vi rendo noto che sabato 27 luglio partirò per Timor Est. Fino a poco fa non sembrava possibile organizzare il viaggio ma ci siamo riusciti. La Locanda sarà regolare come sempre, e potrete ancora una volta seguire a distanza i miei incontri.