


da DILI, TIMOR EST Offro questi tre scatti a chi si prende troppo sul serio. A chi, invece di sorridere ed intenerirsi, si è scandalizzato. Abbiamo bisogno di imparare a ridere, a goderci l’attimo di vita che ci sfugge più veloce di uno scatto di fotocamera. Guardatela, questa bimba, come gode a guidare la moto mentre mamma e zia se la contano. Guardate come si diverte sul suo scooter la ragazza dal sorriso tenero come lei. E che dire del fratellone che si gusta il video del piccolo che, come un principe, si fa scarrozzare? Ridiamo, sorridiamo, cerchiamo il lato comico della vita! Non facciamo come quelli di Nazareth che, invece di fare incetta di miracoli, si bloccarono in giudizi e pettegolezzi. Quando sei un po’ giù, fai due passi e osserva la gente senza giudicare. Lasciali vivere, lasciali passare davanti a te. Inizierai a sorridere.
Mt 13,54-58 Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
NB: Qui a Dili il casco lo usano tutti. Le tre foto le ho però scattate affacciandomi su una viuzza interna, dove si vive un po’ come in un piccolo villaggio.