
da SOURO, LOSPALOS, TIMOR EST Guardate che spettacolo la mia amica Cipirai (in lingua fataluku: “terra del mango”). Me lo immagino così il salto che, prima o poi, dobbiamo fare tutti. Il passaggio dalla religione al vangelo, dal recinto delle sicurezze all’avventura dell’umanità, dal rispetto dei comandamenti alla totalità dell’amore. Buttarci, impareremo a buttarci con slancio, scavalcando barriere di dubbi, credendo invece alla parola di Gesù: seguimi! Segui me e fai come me: vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo. Gesù non chiedeva mai qualcosa che lui per primo non avesse fatto. Sta scritto infatti che da ricco che era si fece povero per arricchire noi. E sappiamo anche che non aveva un posto, a sera, dove posare il capo. Viveva quindi di ciò che gli davano, in assoluta povertà. Era come suo Padre, di una generosità infinita. Ciò che aveva lo dava. Seguiamolo in questa sua capacità di distacco dal denaro. Seguiamolo nella sua ingegnosa compravendita per dare ai poveri ciò che non hanno e che non potranno mai avere se non glielo diamo noi.
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Mt 19,16-22 un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.