Decidere

da DILI, TIMOR EST   Difficilmente un ricco entrerà. Difficilmente entrerà in una casa del genere per abitarvi. Difficilmente entrerà nella miseria per rimanervi. Difficilmente entrerà nell’ordine di idee di chi non ha nulla. A me ci sono voluti anni per iniziare a capire qualcosa della realtà che vedo qui. È solo un inizio, una vaga intuizione, ma a Dio tutto è possibile, persino aprire gli occhi a un ricco ed invogliarlo a lasciare. Abbiamo lasciato tutto, dice Pietro. Si tratta di lasciare, di lasciarsi cambiare da ciò che si vede, da chi si incontra. Lasciare soprattutto l’idea che il ricco possa insegnare al povero. È forse l’opposto. È la miseria che ti mette con le spalle al muro e ti chiede di decidere: non hai colpa d’essere ricco, ma sei responsabile se non condividi. Nessuno può scegliere dove nascere, ma può decidere per chi vivere, per chi morire.

Mt 19,23-30  Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Oggi inizia il lungo viaggio di rientro in Italia. Salvo problemi tecnici, scriverò dagli aeroporti e la Locanda uscirà regolarmente.