Quando

Giustizia, misericordia, fedeltà. Secondo Gesù sono queste le tre colonne della vita interiore. Poi certo ci sono le altre prescrizioni religiose: offerte, adempimenti vari, riti da compiere. Ma tutto si regge su giustizia, misericordia, fedeltà. Credo che si possano collegare alle cosiddette virtù teologali, quelle virtù divine che possediamo in quanto Dio abita in noi: fede (fedeltà), speranza (giustizia) e carità (misericordia). Speranza di un mondo giusto. E il mondo sarà giusto solo quando la giustizia umana sarà come quella divina. Quando nessuno dovrà più chiedere in elemosina ciò che gli spetta di diritto in quanto figlio. Quando i depressi dell’Occidente apriranno gli occhi e vedranno gli oppressi del Sud. Quando le religioni scompariranno con la loro arroganza e la loro ipocrisia, lasciando il posto alla pura fede nell’amore di Dio. Quando si smetterà di pagare Dio con offerte sulla menta, con divieti alimentari, con veli sui capelli ed altre assurdità umane e lo si chiamerà Padre e Madre e Fratello e si percepirà nel cuore d’essere tutti una cosa sola. Quando ogni piatto ed ogni bicchiere saranno puri perché  usati per sfamare e dissetare i tanti Cristi che incontriamo ogni giorno.

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Mt 23,23-26   Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».