Dammi

Il complottismo è di gran moda. Tutto viene messo in dubbio e sospettato d’essere stato costruito ad arte da una mente oscura. Così non esisterebbe più una realtà vera, una storia fatta di eventi causati dalle scelte delle persone. Esisterebbe piuttosto una sorta di gran teatro, fatto passare per realtà a noi creduloni. Ma non può essere sempre così. Non tutto può essere progettato, non tutti possono essere manipolati ad arte per realizzare il complotto. Troppe variabili sfuggono, persino al demonio. Lui però usa spesso un’altra tattica, quella del giorno propizio. Ne abbiamo qui un esempio. Erodiade odiava Giovanni, ma non avrebbe mai potuto trovare così tanti segreti alleati da eliminarlo. Però lo desiderava ardentemente e, quando si desidera fortemente, si scorgono subito le opportunità da cogliere. Tutto e tutti possono servire allo scopo, persino la propria figlia che danza. È la tecnica del momento opportuno, quella di chi non può complottare ma sa attendere. Quella di chi ha in cuore tanta cattiveria da intuire immediatamente la via per sfogarla. E mentre Erode guardava le forme della ragazza, la madre di lei vide l’occasione e suggerì alla ragazzina di chiedere la testa del profeta.

Martirio di Giovanni Battista Mc 6,17-29   Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.