
Più che comprensibile la norma igienica di lavarsi bene le mani al ritorno dal mercato. Ci siamo passati anche noi e dovremmo averlo imparato. In una società in cui ogni norma, se c’era, era religiosa non ci stupisce che l’obbligo di abluzioni fosse scritto nella Bibbia e nelle sue varie interpretazioni. Quello che Gesù contesta non è certo l’igiene, bensì la confusione delle regole umane con quelle divine: Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini. Il tentativo di Gesù è quello di far ragionare le persone perché da semplici osservanti diventino credenti. Osservare meccanicamente tutte le regole può essere complicato ma è anche rassicurante: “Ho fatto i compiti, sarò promosso”. Entrare nella storia della regola religiosa, capire come è nata e quale valore voleva proteggere, è ben più difficile ma certo porta ad affinare la coscienza. E chi entra nella propria coscienza vi trova Dio.
Mc 7 si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».