
Forse sto per dire qualcosa che sembrerà antiquato, al sapore di medioevo. Ma davanti agli ultimi fatti di cronaca, a questi omicidi immotivati, sembra di tornare a questa pagina di vangelo e alle molte altre simili. Gesù era ed è venuto a rovinare l’azione del demonio. La presenza di Gesù e della sua parola rovina, frena e blocca il dilagare del male. La sua assenza però non può che lasciare avanzare l’oscura malvagità della morte e della violenza. Non sto affermando che chi ha commesso gli ultimi folli omicidi sia indemoniato. Non posso saperlo. Ma indemoniata è la nostra società vuota, estraniante, deprimente. Forse abbiamo preso troppo alla leggera l’abbandono della religiosità. Forse abbiamo lasciato troppo alla scelta personale alcune sante abitudini millenarie. Agli angoli delle vie non ci osserva più la Madre di Dio da un’edicoletta, non ci svegliano più le campane al mattino e un lume ai morti non lo si accende più. Credere o meno in Gesù è ormai cosa tanto privata che farne argomento è peggio che violare ogni intimità fisica. Tutto infatti è mostrato in pubblico sfrontatamente, salvo che il proprio credo. Quello è così segreto, da non essere più conscio nemmeno a noi stessi. Noi che seguiamo, pur inciampando, Gesù di Nazareth diffondiamo il profumo del suo Spirito. Lo diffondiamo per il fatto stesso di essere discepoli. Non abbiamo merito, siamo solo strumenti. Fiori profumati in una discarica di società. Non smettiamo di credere e seguire il Maestro. Mai come oggi il mondo ne ha bisogno.
Lc 4,31-37 Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.