E dopo il tempo?

Facciamo un’eccezione e fermiamoci oggi su questa pagina dell’antico testamento. Qoèlet, il più ateo degli autori della Bibbia, con le sue domande sul senso della vita e sul mistero di un Dio che sembra essere assente dai giochi. Pagine che sembrano scritte ieri, non duemila anni fa. Domande che sono sempre vive in ognuno di noi ma che forse non abbiamo il coraggio di pronunciare ad alta voce. Lo fa Dio stesso, tramite Qoèlet che ci spinge a constatare: senza Dio tutto è ancora più assurdo. Questa pagina dice il vero: troviamo tempo davvero per tutto e per il contrario di tutto nella nostra giornata. Troveremo anche tempo per leggere qualche pagina del libro del Qoèlet?

  Qoelet 3     Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.
Un tempo per uccidere e un tempo per curare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per fare lutto e un tempo per danzare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per conservare e un tempo per buttar via.
Un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace. Che guadagno ha chi si dà da fare con fatica?
Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine.