Il più grande

A quei tempi se eri più piccolo, eri più piccolo. Se eri più grande, eri più grande. Adesso pare che si siano inveriti un po’ i criteri. I più piccoli dettano legge in casa, i genitori chiedono scusa ai figli e gli alunni non hanno più nulla da imparare. Nella società poi, esigue minoranze condizionano la maggioranza dei cittadini piegandoli alla loro particolare sensibilità o condizione. Insomma, l’esempio del bambino come segno di piccolezza non funziona più. Ma resta vero che l’unica grandezza che conta è quella dell’amore accogliente. Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me. E spesso chi ama così, passa inosservato. Che poi i bimbi contino più degli adulti, è vero solo dalle nostre parti. Mentre interi continenti procreano bimbi irresponsabilmente senza poi averne cura, pochi vecchi guerrafondai ne provocano la morte. Basti pensare che Putin, Biden e Netanyahu fanno insieme 226 anni. Grandi in età, non certo in saggezza.

Lc 9,46-50    nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

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