
Divide et impera, dicevano i romani, dividili e li comanderai. Ogni regno diviso in sé stesso va in rovina e chi è più forte lo vince, osserva oggi Gesù. E lo possiamo constatare anche noi, sia su scala internazionale sia nel regno del nostro cuore. Raccolti, dobbiamo stare raccolti attorno a Gesù, non dispersi qua e là. Chi non raccoglie con me la propria vita, disperde la propria vita. Non dobbiamo perdere la presa, restiamo aggrappàti alla presenza divina in noi. Non lasciamo che nulla possa dividerci da Lui. Costelliamo la giornata di brevi dialoghi con Dio-in-noi che come fili invisibili ci legheranno al cielo. Rivolgiamo al Padre buono o al Figlio Gesù o allo Spirito Santo le nostre necessità, confidiamo le nostre paure, ringraziamo per ogni nostra gioia.
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Lc 11,15-26 dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio, alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».