
Un sogno, un’idea, un sentimento, chi li nota al nascere? Chi crede che possano diventare realtà? Non si dice forse “è solo un sogno”? Tutto all’inizio è piccolo e senza una forma precisa. In cosa un seme somiglia ad un albero, una scintilla ad un incendio ed un insieme di cellule ad un uomo? Differiscono forse il granello di senape e quello di sabbia? Eppure uno diverrà un grande albero mentre l’altro non sarà mai una montagna. Le cose che vengono da Dio, le idee da Lui suggerite, i sogni da Lui inviati, i progetti da Lui stesi, contengono una potenza celeste inarrestabile. Come ogni seme però, vanno nascosti nel profondo del campo del cuore, irrigati di fede e speranza.
Lc 13,18-21 diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».