Beati sempre

Beatitudine e povertà non hanno nulla in comune. Pianto, ingiustizia, persecuzione e insulti non causano mai la gioia di nessuno. Altrimenti Gesù non avrebbe passato il suo tempo in terra a sfamare e guarire persone né ad insegnare la via del perdono e della pace. E allora beati perché? Chi è beato oggi? Chi attraversa tutte queste dolorose situazioni e resta se stesso. Chi vive tali momenti e non perde la fede. Chi da tali disumane esperienze ne esce più buono. Chi dopo una vita in cui ne ha viste di ogni, ha ancora la forza di farsi scrivere sulla tomba “ho creduto all’amore”. Essere santi e beati è questo. È prendere la vita come un grande gioco, una grande avventura, fatta di sfide, cadute e risultati e sorridere, sempre, anche nelle difficoltà. Soprattutto nelle difficoltà. Perché è ridere sotto la pioggia che rivela la fede nel sole.

Tutti i Santi    Mt 5,1-12 vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».