San Carlo

Aveva tante risorse economiche e avrebbe potuto tenersele tutte. Decise di utilizzarle in modo inconsueto. Sognò, progettò e costruì di tasca sua un bellissimo collegio universitario. Lo riservò a chi non avrebbe mai potuto ricambiare. Collegio per studenti “meritevoli non abbienti”. Dal 1561 il Collegio Borromeo non ha mai interrotto né variato la sua finalità. Migliaia di studenti e studentesse, di ogni diversa provenienza, nei secoli hanno formato tra queste mura la loro cultura universitaria. Grande è la loro riconoscenza e gratitudine, ma nessuno mai potrà ripagare ciò che ha ricevuto. Ed è questo a rendere felice Carlo Borromeo che certamente guarda compiaciuto i suoi alunni a cui continua a offrire pranzo e cena e molto molto di più.

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San Carlo Borromeo Mc 12,28-34   Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato:
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».