
Qualche giorno fa Papa Francesco si è recato a casa di Emma Bonino, da poco rientrata dall’ospedale. Cito questo episodio perché è la attualizzazione perfetta, se non addirittura il calco, della pagina di vangelo di oggi. I commenti della gente ai vari video pubblicati sono infatti un elenco di espressioni scandalizzate e ridicolizzanti: “Forse non sa che è un’abortista!; perché non va a salutare il ferroviere accoltellato dai suoi amici migranti?; due veri radical-chic su terrazza romana”… e avanti su questo tono, mormorando “costui accoglie i peccatori”. Senza soffermarci sui peccati altrui, cosa sempre rischiosa per l’anima, stupisce che nessuno abbia esclamato: “Guardate, fa come Gesù di Nazareth! Si reca in casa di chi non fa parte del gregge”. Ma forse è così che deve andare. È così che andò per Gesù. Eppure c’è più gioia nell’incontro con una persona ufficialmente fuori dal recinto che con novantanove chiuse a mormorare in sacrestia.
Lc 15,1-10 si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».