Servire sempre

Una pagina molto difficile, facile da fraintendere. Gesù segue la nostra logica e dice: forse ringrazieremmo un dipendente per aver eseguito il lavoro? Ti pago per questo, risponderemmo. Mi dicono spesso gli alunni: lei è a scuola pagato, non gratis come noi. È vero, gli alunni sono a scuola gratis, ma nel senso che è gratuita la scuola, non la loro presenza. Insomma: non è sempre chiaro chi dà e chi riceve, chi dovrebbe ringraziare e chi esser ringraziato. Forse per questo ci sentiamo circondati da ingrati senza domandarci se lo siamo pure noi. Un servo, per essere servo, deve sempre servire a qualcosa. Se è inutile, non è più servo. Se agisce aspettandosi un grazie, non ha capito che servire è suo dovere anzi di più: è la sua stessa identità. Ma inutili non saremo mai, perché il servizio non avrà mai fine. Sapremo sempre chi siamo, finché serviremo.

Lc 17,7-10   Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».