In fretta

Maria si alzò e andò in fretta. Una gran fretta avvolge sempre questi giorni che precedono il Natale. Ogni anno arriviamo stremati alla grotta di Betlemme, irritati e stufi delle corse, del traffico impazzito, del parcheggio impossibile. “Buon Natale” è sostituito da “con calma dopo le feste”, come se le feste fossero peggio del lavoro. Maria andò in fretta, alla faccia di chi da sempre la dipinge immobile, impassibile persino nel parto del presepe. Andò in fretta ma non andò nervosa. Andava in fretta a trovare Elisabetta. Non le disse “ci sentiamo con più calma” ma con calma la ascoltò. C’è dunque fretta e fretta. Quella di chi non vuole perdere l’occasione di incontrare l’altro. Quella di chi rimanda l’incontro a quando si potrà, sapendo perfettamente di mentire, sapendo perfettamente che quell’incontro non ci sarà mai. E non dimentichiamo: la nostra relazione con gli altri è specchio della nostra relazione con Dio.

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Lc 1,39-45   In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».