
Cosa mai vorrà dire Dare al popolo la conoscenza della salvezza? Cosa significa conoscere d’essere salvati? Un mio amico prete era rimasto molto colpito da un uomo andato da lui per confessarsi. “Vede – gli diceva – il mio passato è stato tanto disordinato e peccaminoso che anche ora, a distanza di anni dalla conversione, ogni tanto riaffiora. Quando ricasco in comportamenti che credevo aver sotto controllo, io mi detesto. Mi detesto e mi intristisco e mi giudico. Sa cosa vorrei? Lo chiedo sempre a Gesù: vorrei una volta, una volta soltanto, vedermi come tu mi vedi. Allora avrei la sensazione meravigliosa di essere amato comunque e senza condizioni. Perché se uno si sente amato così, è tutto. Se uno si sente amato sempre, vola”. Questa è la conoscenza della salvezza.
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Lc 1,67-79 Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».