
Ciò che Giovanni ci diceva ieri, che cioè non conosciamo Gesù né Dio che vive in noi, lo diceva per esperienza personale. Io non lo conoscevo, ci dice infatti oggi. Certo, lo conosceva prima ancora di venire alla luce, come ci racconta il vangelo di Luca. Anche noi conosciamo da tempo molte persone, da tutta una vita chi vive con noi e abbiamo messo al mondo. Ma non basta. Dobbiamo chiedere a Dio Spirito Santo di aprirci gli occhi e il cuore per conoscere e riconoscere la sua stessa presenza nelle altre persone. Perché ogni giorno tutti cambiamo, come l’albero che resta lo stesso eppure cresce, fiorisce, muta. Lo Spirito fa crescere ciascuno di noi e, se non poniamo resistenza, ci fa crescere anche in fretta. Siamo sempre tutti da riscoprire, a partire da noi stessi. Io non mi conoscevo, ma lo Spirito che è in me mi ha svelato chi sono, chi debbo diventare.
Gv 1,29-24 Giovanni Battista, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».