Dove?

Ieri, quando stavo leggendo questa pagina di vangelo, mi trovavo esattamente qui, in riva al lago e, guardando l’orologio, ho sorriso: erano circa le quattro del pomeriggio. Ho quindi scattato questa semplice foto per voi. Andrea, l’amico ed il fratello Simone non avevano il telefono né l’orologio. Eppure ricordarono tutta la vita quel momento: erano circa le quattro del pomeriggio. Ci sono incontri che ci hanno cambiato la vita, sguardi che non ci hanno lasciato andare via uguali. Ci sono domande che, costringendoci a rispondere, ci hanno dato una svolta. Vivere l’incarnazione in questa terra significa anche essere sempre all’incrocio di due coordinate: spazio e tempo, dove e quando. La data e l’ora che ti ricordi meglio però, è quella in cui sei uscito dal tempo e hai scoperto dove dimorare. Maestro, dove dimori? Cioè dove sei costantemente col cuore, ovunque tu sia?

Gv 1,35-42   Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.