Malumore

Ci siamo immaginati così il dialogo tra un demone anziano e il suo novizio.

“A volte un leggero mal di testa ben assestato può risolvere tutto. Non occorre sforzarsi di prendere possesso di un corpo umano, ci sono molte complicazioni e bisogna chiedere autorizzazioni che non vengono mai concesse. Te lo ripeto: un mal di testa va benissimo. In alternativa un lieve mal di stomaco o un dolore articolare. Che sia lieve però, quelle due lineette di febbre che ti sfiancano ma non ti consentono di darti malato. Vedi, la malattia conclamata, fosse solo un febbrone da influenza, suscita spesso la compassione e l’aiuto altrui. Persino il Nazareno guarì la suocera di Pietro dalla febbre ed ella poi si mise a servirli. Tutto ciò è contro di noi. Malumore, dobbiamo creare malumore. È il nostro migliore alleato perché rende sgradevoli le persone e le allontana. Una volta che uno è isolato, il nostro gioco è fatto.” 

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Mc 1,29-39   Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.