
Che bello leggere questa pagina di Marco dopo aver ascoltato ieri Giovanni raccontare delle nozze di Cana. Il nostro cuore è ancora al banchetto, con gli sposi, la festa e i seicento litri di vino nuovo. Questi invece parlano di digiuno, fanno confronti, sembrano completamente su un’altra lunghezza d’onda. Lo sono. Il messaggio di Gesù è in continuità ed è frutto della Scrittura che noi chiamiamo Antico Testamento. Ma vi è anche un forte salto. Il vino viene dall’uva e può esserne considerato figlio. Ma è pur vero che vi è un’enorme differenza tra i due e si può mangiare uva senza bere vino. Per seguire Gesù bisogna avere il coraggio di fare un salto. Nessuno versa vino nuovo in otri vecchi. Vino nuovo in otri nuovi.
Mc 2,18-22 i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».